Wjjf Pma Italia - ”Be part of the future.”

É sempre una grande emozione e un grande onore ospitare due pezzi da novanta come il fondatore del metodo Wjjf, Soke Robert Clark e il Presidente Mondiale Giacomo Spartaco Bertoletti, accompagnati entrambi da tre grandi istruttori inglesi della caratura di: Simon Rimington, Carl Blakeman e Matthew Rinaldi di chiare origini italiane.
Gli eventi per cui è stata richiesta la loro presenza sono stati i consueti esami di Dan e lo stage internazionale.

“Breve riflessione”
Un vecchio detto dice… “nella vita non si finisce mai di imparare”. Niente di più vero. Ricordando le parole del Maestro Clark… “Il ju-jitsu è come vita” credo sia importante collegare le due frasi e trovare un comun denominatore che è quello del continuo apprendimento, nella vita di tutti i giorni, così come nel ju-jitsu.
Ho sempre confidato nelle capacità delle persone, e penso che ognuno abbia l’occasione di migliorarsi, attraverso un profondo lavoro interiore che trasformi lentamente anche la visione esteriore della propria personalità.

Per fare ciò è necessario passare attraverso ad esperienze intense spesso dolorose che ci diano l’opportunità di crescere e che non ci scivolino addosso senza trarne insegnamento.
La capacità di evolversi, che non è da tutti, nasce da una caratteristica immensa che l’uomo spesso nasconde per paura o timidezza, questa grande virtù si chiama… umiltà.
Dopo circa venti anni spesi nella Wjjf, quasi mi stupisco ancora, di scome due personaggi che hanno fatto la storia del ju-jitsu mondiale si rivestino di questa grande proprietà, sia sul tatami che fuori, trasmettendo con semplicità e saggezza tutta la loro esperienza marziale e di vita. Grazie.
Gli eventi: “Dan Grading & International Stage”.
Pochi giorni prima del 26 marzo, mi ha telefonato GSB per organizzare il prelievo della delegazione inglese a Malpensa. Parto da Firenze e ci incontriamo nella mattinata del venerdì direttamente all’aeroporto lombardo per riscontrare il Maestro Clark, Simon, Carl e Matthew, provenienti da Manchester.
Un caloroso abbraccio di benvenuto tra noi italiani e gli inglesi, e saliamo subito in macchina in direzione Pisa, per raggiungere l’albergo e più tardi il ristorante.
Con grande piacere a cena si è unito a noi il D.T. di Carrara, il Maestro Guido Nicoli, che dopo un periodo di allontanamento si è riunito al gruppo.
Una serata contraddistinta da risate e aneddoti raccontati da Clark e Bertoletti sui loro infiniti viaggi in giro per il mondo, e gli amici d’Inghilterra che di tanto in tanto ci guardavano dubbiosi, perché qualche parola di italiano sfuggiva, così come la loro finale comprensione dell’argomento. Ma come si sa, il ju-jitsu unisce aldilà delle differenze di lingua e di nazioni, quindi tra una forchettata di pasta al granchio e un morso ad una focaccia, alla fine ci siamo intesi perfettamente. La serata si è conclusa in direzione del quattro stelle che ospitava la rappresentanza di sua Maestà, alla conquista finalmente di un meritato riposo.

La mattinata del sabato ci ha riuniti tutti quanti nella sede tecnica nazionale “Mithos”, dove ci attendevano già alle 9.00 in punto alcuni “ghi” blu e bianchi, pronti per gli esami di “Dan” e “Gold Tab”. Il tempo per organizzare gli ultimi preparativi e la porta della stanza degli esami si chiude con dentro gli adulti delle “Brown Belt” per il “1° dan”.

Nel frattempo io e il Presidente Mondiale ci siamo allontanati in un’altra stanza per sbrigare le formalità relative ai documenti del “Dan Grading” e per timbrare e firmare convalidando, il contratto annuale tra la World Ju-Jitsu Federation e la World Ju-Jitsu federation Pma Italia. Durante lo svolgimento del nostro lavoro di “Presidenti” lo stesso GSB si è congratulato con il sottoscritto per la consueta scrupolosa cura con cui mi ero preparato. Con un sorriso gli ho risposto con un termine di marketing; l’organizzazione è alla base del successo, e inoltre, che preferisco ricontrollare più volte per essere assolutamente sicuro che non ci siano errori.

Quando siamo rientrati nella stanza degli esami avendo finito il nostro lavoro, io e Spartaco ci siamo seduti osservando i primi Dan che stavano concludendo il programma per prendere il secondo livello di cintura nera. Devo dire che a parte le giacche blu diventate scurissime per colpa del sudore e le facce rosse, ho visto un’eccezionale preparazione e una buona dose di “self control” di fronte al numero uno del ju-jitsu Wjjf. Il che non è per niente semplice da mantenere.

Congedati i primi Dan sono entrati i secondi per i terzi. Due ragazze e un ragazzo. Subito messi alla prova dai Maestri inglesi disposti a quadrato per osservarli da tutte le angolazioni durante l’esecuzione del programma. In più, la pesante presenza della commissione tecnica italiana seduta di fronte. In tutto dodici persone a valutare scrupolosamente.
L’esecuzione del “Syllabus” per terzo Dan è stato eccellente a tal punto che il Soke e il Presidente mondiale si sono complimentati ripetutamente con loro, e con noi, elogiando lo straordinario tsalento che contraddistingue le scuole italiane.
Piccolo break per il pranzo, e poi i “Gold Tab”, i Dan dei junior. Una moltitudine di piccoli kimoni saltellanti a dare dimostrazione di ciò che avevano imparato ognuno per il proprio livello. Una grande soddisfazione per le future leve che fin da piccoli dimostrano con il loro comportamento educato, come la Wjjf Pma Italia istruisca i suoi junior attraverso il ju-jitsu non solo sotto un profilo tecnico – sportivo ma anche e soprattutto pedagogico.
Finito il “Dan Grading” ci siamo messi in marcia per raggiungere Firenze e l’albergo prenotato per gli ospiti. Una rapida rinfrescata e un’oretta circa di relax per riunirci tutti assieme intorno ad un tavolo per gustare una speciale bistecca alla fiorentina presso un noto ristorante della città famosissimo per i tipici piatti toscani. Durante gli antipasti a base di affettati e crostini caldi con lardo di Colonnata, si facevano pian piano sempre più coinvolgenti gli argomenti toccati. Arrivati alla regina della serata, la Bistecca appunto, accompagnata da verdure fritte e da un buon fiasco di vino rosso dei colli, le lingue si sono sciolte ragionando ed esprimendo opinioni e punti di vista appassionanti da ogni versante. Interessante anche l’intervento del Maestro Mirko Di Cristofaro. Una serata piacevole contraddistinta da un’intensa atmosfera amichevole e cordiale creata da un particolare feeling sviluppato tra i presenti. Poi, tutti in albergo concentrati sul giorno dopo… lo stage.

La mattinata di domenica, parte molto presto anche per colpa dell’ora legale, comunque alle 8.30 precise, io, gli inglesi, GSB e il Maestro Nicoli di Carrara, eravamo puntuali davanti al portone del “Museo del Calcio” di Coverciano, dove si allena la Nazionale Italiana, mentre i nostri colleghi Andrea Colombini ed Enrico Vignali si occupavano insieme ad altri amici – colleghi, dei preparativi dello stage.
Una visita guidata tra la maglietta di “Maradona” e quella di “Pelè”, tra le scarpe di “Piola” e la copia esatta della Coppa del Mondo e tanti palloni d’epoca. Un tour caratteristico dal punto di vista sportivo.
Alla fine una forte emozione, nella sala stampa dove le orecchie dei muri hanno ascoltato nei decenni leggendarie domande rivolte ai vari C.t. delle nazionali italiane, teche illuminate contenenti le magliette e i pantaloncini originali dei giocatori Campioni del Mondo 2006 raccontavano la storia, ancora sporche di erba e fango, con su scritte le relative dediche di tutti gli elementi che hanno alzato la coppa dorata, da Buffon a Totti.

Congedato il sig. Fino Fini ideatore e custode del museo, attraversiamo la strada osservando il “PalaEverlast” sovrastare sulla zona con la grande scritta sul tetto. Tantissima gente oltrepassa il cancello in direzione tribune e spogliatoi, alcuni di loro con addosso la borsa della federazione.
Entrati dentro ci ha accolto un gran caos, ragazzi e adulti che in avanti e indietro per i corridoi saturavano dappertutto gli spazi del palazzetto.

Un brulichio di piccoli samurai urlanti dirigersi verso la sala principale.
Riusciti a conquistare finalmente il tavolo nell’area stage, il Maestro Clark e Bertoletti hanno disposto i diplomi e le cinture per chi aveva superato l’esame il sabato, mentre io disponevo le premiazioni e i trofei sul tavolo accanto.
Un forte grido sul tatami e tutti in fila pronti per il saluto. Centinaia di facce intente ad osservare in rigoroso silenzio la successiva mossa del Soke.

Saluto; e il mitico GSB esegue un riscaldamento da lasciare tutti senza fiato nonostante la sua settantesima stagione. Semplicemente, grande.
Disposti in due ampi gruppi i bimbi da una parte, e gli adulti sia kyu che Black Belt dall’altra, incomincia finalmente l’attesissimo stage. La carica degli inglesi coinvolge tutti anche sugli spalti, ed è subito un boom incredibile che si corona con le dimostrazioni dei vari “demo team” e la consegna dei diplomi e delle cinture per chi ha superato l’esame, e quella delle coppe per tutti coloro che si sono contraddistinti negli anni e che hanno contribuito in maniera fondamentale per la causa Wjjf.

Infine, per i massimi esponenti, due preziosi quadri con all’interno del drappo blu su cornici di legno color acciaio, con al centro una stampa grafica su placca di argento raffigurante ciascuno di loro, intenti in tecniche di ju-jitsu.
Arriva purtroppo segnando la fine, anche il momento di immortalare l’evento. Grandi sorrisi e foto di gruppo, che a causa dell’elevato numero di presenze non consente di farne una che racchiuda il totale dei partecipanti ma ci obbliga a scattarla in più volte. Poi, finalmente tutti a fare una meritata doccia.

Tre giorni intensi ma colmi di soddisfazione. Tutto perfetto. Un brevissimo spuntino prima di rimettersi in auto destinazione Malpensa e un caloroso arrivederci tra noi italiani e la commissione britannica, che come sempre attraverso il massimo rappresentante internazionale, ha emozionato ed arricchito tutti coloro che hanno potuto vivere da vicino questo straordinario esempio di umiltà. Una stretta di mano e un abbraccio che esprime il forte legame che ci unisce, e che ravviva e consolida il nostro patto per il futuro, un patto di collaborazione per l’avvenire, condiviso da un obbiettivo comune, quello di crescere tutti assieme nella direzione tracciata anni fa con lo stesso perfetto identico spirito di sempre.

Un ringraziamento speciale a coloro che hanno permesso lo svolgimento di questo fine settimana, a Massimiliano Maltagliati a Giovanni Legato, e a tutti quelli che nel silenzio e nell’anonimato hanno contribuito con la loro presenza e il loro impegno a rendere questi tre giorni impeccabili.
Grazie di cuore a tutti voi.
“Wjjf Pma Italia – Be part of the future”
M° Adriano Busà
Presidente Nazionale
Wjjf Pma Italia
Esaminandi del “Dan Grading”:
Senior:
3° Dan: Debora Colantuono, Aurora Piaggesi e Lorenzo Gavarini
2° Dan: Fanfani Rodolfo, Alfano Giovanni, Ivan Bubbi, Gabriele Manuelli, Tiziana De Faveri, David Giangrasso, Matteo Burini, Paolo Solinas, Riccardo Venturini, Giancarlo Cannistraci, Lorenzo Mancini
1° Dan: Umberto Di Stasi, Simone Biagiotti, Giuseppe Calvani, Giorgio Buffa, Dario Lo Bosco, Mattia Pegollo
Junior:
6° Gold Tab: Nicolò Vignali, Samuele Dani
5° Gold Tab: Alex Sorrentino, Matteo Mancini
4° Gold Tab: Alessio Alboretti
3° Gold Tab: Sara Montagnani, Bianca Dal Pont, Roberto Borrini, Stefano Corbani, Federica Ducci, Nicola Lazzarini
2° Gold Tab: Elena Grisafi, Lorenzo Puccini, Riccardo Panelli, Christian Ferrara, Damiano Morelli, Erika Rossi
1° Gold Tab: Francesco Montino, Riccardo Marchegiani
Black Belt Junior: Francesco Tarantino, Domenico Romanazzi, Emanuele Candido, Emilio Tesi, Federico Quinti, Davide Grassi, Davide Musetti, Lorenzo Noto, Emanuele Zeni