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10/13-09-2010: NELLA TANA DELLE TIGRI


“Nella tana delle tigri.” di Adriano Busà


la nostra direzione tecnica nell'head quarter wjjf“Fazakerley”, Liverpool.

Com’è possibile che la vecchia Inghilterra mantenga inalterato il suo fascino. L’atmosfera che si respira già da come esci dall’Aeroporto assume un sapore tipico, inconfondibile. Dopo tanti anni di viaggi in questa straordinaria nazione, riesco sempre a stupirmi riprovando un gusto misto tra familiarità, e novità.

È la terra della pioggia e delle verdissime colline, delle casette di mattoni rossi e dalle bianche finestre in legno sfaccettate su tre lati che di sera illuminano la particolare vita familiare inglese. Gli odori, il vento, il freddo anche di settembre. Se penso a “Southport” poi, mi viene in mente non solo la cittadina che ci ha ospitato tante volte nei nostri lunghi pellegrinaggi marziali, ma anche la strada con i tantissimi negozi e le affascinanti chiese scagliate verso il cielo come a voler toccare un qualcosa di così talmente elevato che l’uomo con le sue, anche se pur eccezionali costruzioni non può raggiungere.

I commissari tecnici nazionali con il M° Brian e il M° MatthewUna sensazione tipica di freddo-umido-calore english. Con le sue facce bianche e le guancie rosse e con i suoi pub dalle porte ingombrate da boccali strinti in grosse mani, che chissà mai cosa avranno fatto nella loro vita, e dall’odore intenso del bacon e delle uova della mattina.
L’arenile lunghissimo che sembra non finire mai, i dossi di erba in prossimità della spiaggia pettinati dal vento, i tipici taxi, la moquette, l’odore di vernice del legno, il dojo di Fazakerley, le foto della storia della Wjjf,  le armi appese alle pareti di perlinato e il Ju-Jitsu, insomma in una parola, l’Inghilterra… la nostra Inghilterra.

“La nostra Inghilterra” è la nazione che ha visto la nascita e la crescita negli anni della più grande organizzazione al mondo dedita al Ju-Jitsu, che ospita nella sede tecnica internazionale nell’”Head Quarter” per adoperare un termine prettamente english, il suo massimo rappresentante, ovvero il fondatore del metodo Wjjf, il Soke Robert Clark.
Il maestro ci ha ospitati per tre giorni dal 10 al 13 settembre 2010 presso il Dojo internazionale per gli allenamenti che riguardavano il nostro prossimo Dan; il 6°. Abbiamo quindi intrapreso questo viaggio non solo per allenarci sul nostro programma ma anche cogliere l’occasione per rivedere e perfezionare moltissime altre cose, particolari importanti per la nostra continua crescita atletica, mentale e filosofica.

Appena cambiati, indossati i nostri “Ghi blue”, abbiamo raggiunto la sala due, quella più piccola, dedicata alle lezioni privateIl viaggio ha inizio con l’arrivo all’aeroporto “John Lennon” di Liverpool il giorno 10, dove ci aspettava il Soke e l’inseparabile Beryl per portarci a Southport nei nostri alloggi. Purtroppo l’aereo che avevamo preso a Bergamo è partito con un po’di ritardo di conseguenza ci siamo coricati tutti quanti molto tardi, ma eccitati per il giorno dopo.
La mattina seguente dopo una lauta colazione, alle 10.00 in punto il Soke e Beryl sono arrivati per prelevarci e portarci a “Fazakerley” per l’allenamento. All’arrivo, il nostri amici di sempre Bryan e Matthew ci hanno accolti con un caloroso abbraccio di benvenuto, mentre nella sala principale si svolgeva una lezione con i Junior.
Appena cambiati, indossati i nostri “Ghi blue”, abbiamo raggiunto la sala due, quella più piccola, dedicata alle lezioni private.

a cena al ristorante CineseUn breve riscaldamento e poi subito con le prime tecniche di 6° Dan fino alla fine di tutto il programma. I nostri compagni inglesi, alla fine si sono complimentati con noi per la velocità e per la memoria visiva, mentre la soddisfazione di sentirsi dire, “very good!” è arrivato poco più tardi dal Maestro Clark rimasto ad osservare senza farsi notare. Dopo quattro ore intensissime abbiamo guadagnato la meritata doccia e poi la cena in un ristorante cinese di Southport.

La mattina seguente sempre alle 10.00 la Mercedes del Maestro e la Volvo della compagna ci hanno ricondotto nella “Tana delle tigri” dove ci aspettava un’altra mezza giornata di allenamento. Oltre ad approfondire i “Multiple Attack” curando bene tutti i particolari, il Maestro stesso ci ha osservato e perfezionato alcuni concetti importanti.
Il Soke inoltre, si è soffermato a lungo sull’importanza di esprimere bene il Ju-Jitsu ai junior, attraverso una metodologia corretta e professionale che riesce a trasformare la dolce arte in una vera scuola di apprendimento sana e ricca di valori.
Infatti ci spiegava, che l’aspetto pedagogico della Wjjf è complesso, perché nasce da professionisti per professionisti e non è data a tutti la possibilità di apprendere e sviscerare certi fondamentali. Specificava inoltre, che non ci si inventa insegnanti per bambini, solamente perché abbiamo un corso junior, ma attraverso un percorso di formazione serio e specialistico, che Clark ci ha dettagliatamente illustrato durante le ore di lezione.
D'altronde la World Ju-Jitsu Federation richiede delle qualifiche specifiche a chi affronta il mondo dell’insegnamento e aver fatto questi tre giorni ci ha migliorato elevando ancora di più il nostro standard di preparazione.
La concentrazione e gli sforzi fisici ci hanno portato più tardi davanti alla nostra cena letteralmente affamati, tanto da rimandare indietro solamente piatti vuoti. Durante la cena tra una pietanza e l’altra, l’infinita esperienza del Maestro Clark si è nuovamente rivelata attraverso racconti ed aneddoti uniti a fondamentali importanti, illuminando quegli aspetti poco esplorati del mondo - Ju-Jitsu. Una fonte inesauribile di conoscenze di vita e di arti marziali a cui abbiamo fortunatamente potuto attingere di nuovo.
il Soke Robert Clark e Beryl con la nostra commissione tecnicaLa presenza costante del Soke in questi giorni, ci ha davvero gratificato e la sua particolare attenzione dimostrata nei nostri riguardi è stata convogliata sul presente in preparazione del futuro. Di questo ringraziamo col cuore.
La mattina dopo, lasciato il nostro appartamento siamo tornati di nuovo nell’Head Quarter per finire la tre giorni di allenamenti, con il Soke in prima fila a controllare e ad elargire “chicche” su particolari importanti e specifici.
Oltre ad esserci allenati su tutto il 6° Dan, abbiamo fatto un ripasso di alcuni kata con le armi e rivisitato e controllato le posizioni e i movimenti, limando ulteriormente e correggendo alcuni aspetti appresi in passato. “Ju-Jitsu is life” dice Clark. Proprio vero. Così come nella vita, anche nel Ju-Jitsu non si finisce mai di imparare.
Poco dopo partenza per l’aeroporto.
La stima e la fiducia espressa dal Soke nei nostri confronti è stata totale e pienamente condivisa, l’amicizia che ci lega oramai è consolidata da anni e cementifica il nostro legame. Infatti come veri amici ci siamo salutati al “John Lennon Airport” solamente con un forte e caloroso abbraccio, perché il silenzio e gli occhi lucidi talvolta dicono più di mille parole.
A presto Maestro, e grazie per tutto. I tuoi allievi: Adriano Busà, Andrea Colombini, Enrico Vignali, Guido Nicoli, Mirko Di Cristofaro.

M° Adriano Busà 5th Dan
Presidente Nazionale Wjjf Pma Italia


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